In tempi in cui si discute quanto sia temibile una spirale prezzi salari al momento solo eventuale, giacché i
salari vanno riducendosi in termini reali, si registrano invece esempi concreti e non eventuali di spirale prezzi profitti.
Prendiamo la Tim, ad esempio. La
società, nell’annunziare un aumento immediato delle proprie tariffe, annunzia altresì che il canone sarà in futuro
incrementato annualmente tramite un meccanismo di indicizzazione dei prezzi. Un
po’, se si vuole, la riedizione della scala mobile, ma applicata agli stessi
prezzi, e non ai salari, con implicazioni in qualche modo “autoricorsive”.
Ma in realtà, volendo forse
essere un po’ teatrali (ma nemmeno tanto), si parla di una “super” scala mobile.
Infatti l’aumento automatico sarà
pari al 100% dell’inflazione misurata dall’indice di inflazione IPCA, MAGGIORATO
di un coefficiente fisso pari al 3,5%, e senza tener conto di eventuali “valori
negativi” dell’indice stesso (e sì, il concetto non sembrerebbe proprio essere
stato enunciato in maniera rigorosa, ma il senso pare più che chiaro).
Insomma, semplificando, se ci
fosse deflazione o l’indice dei prezzi fosse perfettamente fermo, i canoni
aumenterebbero comunque del 3,5%. Se l’inflazione fosse del 5%, l’aumento
sarebbe invece pari all’8,5%.
Unica gentile concessione è il
riconoscimento di un tetto massimo degli aumenti fissato nel 10% annuo. Un po’
pochino per la verità.
Va bene favorire gli investimenti;
va bene tener conto della situazione debitoria ereditata dalla corrente
gestione in funzione di note e ripetute – nonché talvolta questionabili – operazioni di
finanza straordinaria. Ma forse se ne sta tenendo conto un po' troppo.
Per raffronto, si consideri,
fra l’altro, che, dopo i recenti incrementi dei tassi, il tasso reale minimo che
verrà offerto nella prossima asta di Btp Italia quinquennali sarà pari al
2,00%. E che il meccanismo degli stessi tiene conto, sebbene in maniera ritardata e parziale, di eventuali variazioni negative dei prezzi.
E’ divertente immaginarsi quali
sarebbero i titoli dei quotidiani ed i commenti qualora venisse introdotta, in
favore di salari e pensioni, una indicizzazione automatica all’andamento dei
prezzi pari al tasso di inflazione aumentato del 3,5%...