Chi si è trovato a terminare i propri studi durante un periodo di crisi economica, ricorda bene cosa questo significhi. Che sia la crisi del 1992, o una di quelle più recenti, ciò ha sempre implicato maggiori difficoltà, o quanto meno una contrazione dell'ambito delle possibili scelte.
E ora abbiamo di fronte una crisi diversa da tutte le altre; in parte, abbiamo migliorato alcune risposte (paradigmi monetari mutati, una meno precaria capitalizzazione del sistema bancario, etc...); ma in parte, lo sappiamo, siamo di fronte a territori inesplorati.
Il Fondo Monetario Internazionale sottolinea soprattutto le conseguenze per i giovani, pubblicando sulla propria rivista F&D (Dicembre 2020) un intervento di Hannes Schwandt (Northwestern University) e Till Von Wachter (UCLA), dal titolo molto esplicativo "The Long Shadow of an unlucky start", reperibile qui.
Val la pena di leggere l'intervento, breve e preoccupante nella sua sinteticità. In estrema sintesi, gli autori sottolineano che da un lato la recessione generata dal COVID-19 implicherà, come ovvio, un inizio difficile di carriera per i nuovi entranti sul mercato del lavoro. Dall'altro, è possibile che per un periodo di tempo molto lungo (decenni) essi saranno a rischio non solo di guadagnare meno, ma anche di commettere più crimini, avere una vita familiare meno soddisfacente e forse anche morire prima di persone in cerca di lavoro in situazioni più fortunate
Questo almeno è quanto emerge da una serie di studi riferiti non solo agli USA, ma anche di altri Paesi, quando invece, tradizionalmente, gli economisti erano abituati a considerare boom e crolli economici come fenomeni temporanei.
Se ricordate, ne avevamo già parlato qui e qui un paio di mesi fa. Le conseguenze di questa crisi rischiano di essere a lungo termine, e soprattutto di aumentare il livello di disuguaglianza a livello globale, elemento che, per inciso ed a prescindere da considerazioni di natura etica, tende comunque a rappresentare un fattore di fragilizzazione del sistema.
Lascio ovviamente alla consultazione dell'articolo su F&D i dettagli sulle cifre e sulle considerazioni ivi presentate.
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