La Banca d’Italia ha pubblicato recentemente un contributo sintetico e molto interessante nell'ambito della serie "Questioni di Economia e Finanza", dal titolo “Quantum computing: a bubble ready to burst or a looming breakthrough?”, di Giuseppe Bruno.
Ne traggo spunto,
estraendone due citazioni.
“Quantum prime factorization could be performed much more efficiently,
enabling to break the current public cryptography securing our
e-commerce/banking activities”.
E ancora, dalla pagina di
presentazione del lavoro, “It is extremely important to gauge the
cyber risks arising from the use of quantum computing in criminal attacks
against currently employed encryption algorithms.”
Ora, come lo stesso lavoro
segnala, siamo in una fase iniziale, sebbene non all’anno zero, in cui gli
sforzi sono rivolti a rendere “commerciali” i computer quantici “noisy”.
Non sono un esperto del
ramo, ovviamente. Però, credo sia abbastanza chiaro a tutti quelli che hanno
anche una semplice infarinatura sul funzionamento delle firme
digitali basato su crittografia a chiave
asimmetrica cosa possa significare l’avvento diffuso del quantum computing.
Sarà, come sempre, una corsa
tecnologica tra “buoni” e “cattivi”, ma il mio sguardo e le mie perplessità
sono piuttosto rivolte verso il passato.
Sbaglierò, ma in un mondo di
documenti digitali, dove il concetto di “originale” lascia il tempo che prova,
rompere la crittografia a chiave
asimmetrica potrebbe anche significare la capacità cambiare contenuti, date,
addirittura identità dei firmatari… insomma, conseguenze che potrebbero anche
andare al di là delle implicazioni legali di tutto ciò (che pure potrebbero non
escludersi anche nel caso di documenti inerenti rapporti oramai regolati o
estinti), fino ad alterare la memoria.
Memoria storica, memoria
commerciale… il passato potrebbe essere riplasmato sulla base di documenti
“autentici” indistinguibili dagli “originali” contraffatti. O per lo meno, non
immediatamente identificabili.
Insomma, potrebbe iniziare
l’era dei “deep fake documentali”? Ecco, mi piacerebbe che da qualche parte si
sviluppasse un dibattito anche su questi punti.