sabato 8 aprile 2023

Razionalità, società, rischi ed auguri

Secondo Weber, la situazione dell'uomo civilizzato si caratterizza per:

a) la fede generalmente acquisita nel fatto che le condizioni della sua vita quotidiana - tram, ascensore, denaro, tribunale, esercito, medicina etc. - siano fondamentalmente di carattere razionale, cioè prodotti umani accessibili alla conoscenza, alla creazione e al controllo;

b) la fiducia nel loro funzionamento razionale, cioè conforme a regole note, e quindi nella possibilità, almeno in linea di principio, di "fare i conti" con esse, di "calcolare" il loro atteggiamento, di orientare il proprio agire in base ad aspettative precise, create per il loro mezzo. Ed in ciò consiste "l'interesse specifico dell'impresa capitalistica razionale in vista di ordinamenti razionali, il cui funzionamento pratico egli può prevedere al pari del funzionamento di una macchina" (M. Weber, Gesammelte Aufsaetze zur Wissenschaftslehre, Tuebingen 1992, trad. it. Torino, 1958, citato in P. Marconi, "Rischio sociale e sicurezza nazionale: un metodo per l'identificazione delle minacce", in "Per Aspera Ad Veritatem" n.2, 1994).

Siamo nel 1913, alla vigilia dello scoppio della Grande Guerra, ad opera di quelli che Christopher Clark definirà "i sonnambuli".

Prodotti umani accessibili alla conoscenza, alla creazione e al controllo, dunque, ed in cui si possa riconoscere un "funzionamento razionale", vale a dire "conforme a regole note".

Razionalità limitata, ma pur sempre razionalità. Forse sono queste le caratteristiche della natura umana, oltre ad indubbie problematiche di natura giuridica, che stanno alla base delle reazioni contrastanti rispetto a ChatGPT.

Tutto ciò in una società in cui gli accresciuti livelli di interdipendenza implicano necessariamente il moltiplicarsi delle potenziali fragilità, ed in cui i sistemi basati sulla fiducia (quelli finanziari, lo stesso ordinato funzionamento di uno Stato democratico, etc.) sono sempre più influenzati da un lato dalla accresciuta pervasività della comunicazione, e dall'altro dalla velocità con la quale l'"informazione" (o sarebbe meglio dire la similinformazione) viaggia, racchiudendo tutto in una fog of war alla rovescia, dove il disturbo si ottiene non già "jammando" (orribile, nevvero?) i corretti segnali disponibili, ma più semplicemente moltiplicando all'infinito la potenza e la numerosità di segnali alternativi, che talvolta viaggiano su canali un tempo affidabili per definizione.

Tutte considerazioni che erano già valide trenta anni fa, certo. Ma l'intensità di un certo fenomeno non è certo un dettaglio secondario. E l'introduzione di nuovi strumenti può rappresentare punti di flesso in funzioni che si immaginavano destinate ad un progressivo raggiungimento di ipotetiche fasi stazionarie.

E ancora, ciò che è una minaccia per qualcuno e per un certo sistema di idee e di punti di riferimento, può ben rappresentare una grande opportunità se visto attraverso gli occhi di certi gruppi di interesse, o attraverso il filtro di diversi sistemi di riferimento (o di ideali, se volete).

E sono proprio i punti di riferimento di ciascuno (o almeno di ciascun "potentato") che influenzeranno azioni e reazioni nel quadro della realtà in rapida evoluzione.

E siamo arrivati al nocciolo della questione. Guardando un po' più in avanti del nostro naso, verso quale tipo di società stiamo andando? Date le condizioni al contorno sociali e tecnologiche (e dunque economiche) quanti gradi di libertà ci sono in determinate scelte? E quanti cambiamenti saranno obbligati?

Ecco, direi che per essere Sabato Santo possa bastare. Tanti auguri per una Pasqua serena e - perchè no? - di riflessione a tutti i miei manzoniani lettori: amici, conoscenti e passanti della rete. In sintesi: Buona Pasqua!

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