venerdì 18 dicembre 2020

Pandemia, lavoro, futuro /2

Per riprendere un tema che avevo già trattato, estraggo qualche considerazione fatta da Dani Rodrik, docente di Politica Economica Internazionale presso la John F. Kennedy School of Government ad Harvard.

In realtà l'intervento, che si può trovare qui, è rivolto agli Stati Uniti ed in particolare al presidente eletto Biden. Ma è utile richiamare alcune considerazioni di ordine generale. L'articolo non è disponibile in italiano, ma propongo una traduzione "al volo" delle parti interessanti " per kelle fini que ki contene".

I "lavori buoni" richiedono specifiche abilità, e possono essere creati solo da imprese produttive. Creare lavori buoni in grandi quantità richiede pertanto trattare sia il lato della domanda che il lato dell'offerta del problema.

Per quanto riguarda il lato dell'offerta, i lavoratori devono essere in possesso di quelle abilità "hard" e "soft" richieste dalle imprese produttive, mentre, per quanto riguarda il lato della domanda, ci deve essere una massa critica di piccole e medie imprese che siano produttive e dunque in grado di espandere l'occupazione. 

Gli ultimi decenni - continua Rodrik sono la prova che i mercati, lasciati da soli, non risolveranno il problema. E' necessario che i governi, a tutti i livelli, siano attivamente coinvolti.

 

1 commento:

  1. Grazie al cielo non ci possiamo lamentare dell'attivismo governo italiano.
    Devono aver già letto l'articolo che citi: nuova alitalia, Netflix italiana, amazon italiana etc etc
    Non ci si può certo lamentare

    RispondiElimina

MICE, ovvero della natura umana

Denaro/Ideologia/Coercizione (o compromissione)/Ego. In italiano l'acronimo risulterebbe DICE (dado). Ma, salvo che per gli amanti dei g...