In questi giorni si è parlato spesso di "Loro"... Ma "Loro" chi? Chi sarebbero costoro?
C'è sempre qualcuno da additare come "Loro". I "nemici interni" durante una rivoluzione, un colpo di Stato o un contro-colpo di Stato, oppure i poteri più o meno forti. I Grigi, gli Hannunaki, i Rettiliani, gli abitanti di Nibiru, il NWO, i membri del Bohemian Grove. Oppure ancora gli "Skull and Bones", gli Illuminati, i Rosacroce, i Templi Resurgentes Equites Synarchici (chissà che non possano risolvere loro i venti di crisi...). O infine una maggioranza (per l'opposizione) e l'opposizione (per una maggioranza)
Insomma, il mercato offre una ampia scelta per definire "Loro". Molto gettonato, in questi giorni di "cronache marziane" dagli Stati Uniti, il "Deep State".
Ma, invece che parlare di "Loro", concentriamoci un attimo su "Noi".
No, non preoccupatevi. Non voglio intrattenervi con la vita di Crescenzo Rajola raccontata da lui medesimo durante un attacco di plurale maiestatico.
Cercando (non è facile) di rimanere al di fuori delle polemiche sull'oggetto del bando, vorrei invece parlare un attimo della scomparsa dell'attuale Presidente degli Stati Uniti dai social.
Social che, con tutti i loro limiti, e con i livelli anche molto bassi che talvolta raggiungono, piaccia o meno costituiscono un elemento non secondario del panorama politico (E' un bene? E' un male? Ma questa è un'altra storia...).
Così parlò Zuckerberg, novello Zoroastro: " Over the last several years we have allowed President Trump to use our platform consistent with our own rules, at times removing content or labeling his posts when they violate our policies... We believe the risks of allowing the President to continue to use our service during this period are simply too great. Therefore, we are extending the block we have placed on his Facebook and Instagram accounts indefinitely and for at least the next two weeks until the peaceful transition of power is complete”.
Dopo di che riammissione momentanea da parte del solo Twitter (con coda di polemiche sugli effetti diversificati che il bando aveva avuto sul corso delle azioni dei diversi social, con Twitter maggiormente colpita), riesclusione sine die, etc. etc.
Ma, in un momento in cui anche WhatsApp sta praticamente costringendo (almeno per ora, limitatamente ai non residenti in UE), se si vuole continuare ad utilizzarlo e non passare a Signal o ad altro, a condividere i propri dati con Facebook, vogliamo fermarci un attimo a ragionare su questo "We believe", al di là del fatto contingente?
Chi sono "Noi"? Una scheggia più o meno impazzita di "Loro"?
Perché non so voi, ma io proprio non credo di essere tra i "Noi" che decidono. E vorrei invece saperne di più; e rifletterci un attimo.
Tra l'altro i social sono diventati - di nuovo, piaccia o meno - anche una parte della vita di molte persone "ordinarie". In taluni casi anche della vita professionale.
Dunque, che i "Noi"
siano grandi corporation quotate, o siano quelli che tendono a non pagare
imposte in nessun angolo del globo, e ancora quelli che raccolgono i nostri dati e li
utilizzano - a scopo (ovviamente) di
lucro e con taluni "incidenti" nel passato anche recente, o anche
quelli che mettono su il progetto Libra (o se preferite Diem, usando la nuova
denominazione) e che potrebbero avere un ruolo crescente nel sistema dei
pagamenti... be' dovrebbe far riflettere.
Insomma, questi "Noi" un po' preoccupano. Che a decidere sia direttamente Mr. Z, che sia il CdA, che il compito spetti ad una specifica unità organizzativa istituita "ad hoc" (chi ci lavorerebbe? Come sarebbe selezionato? Con quali requisiti di indipendenza, integrità, assenza di conflitti di interesse?...), che sia un comitato etico, in fondo non è l'elemento fondamentale. Il punto è che, sempre in fondo, tutto pare stia avvenendo in un "vacuum" che non parrebbe opportuno possa perpetuarsi senza limiti di tempo.
Il problema ultimo è ben riassunto su "Politico" che riporta alcuni commenti del Ministro portoghese Pedro Vieira: "Governments have allowed tech companies to expand without proper laws to avoid abuse, Portugal’s Economy Minister Pedro Siza Vieira told reporters: “Business models have been developed in the absence of rules.” The rules were “so inappropriate for the digital economy that [a] very small number of companies has grown very significantly,” he said, likening the EU’s belated attempt to regulate the industry to writing “road laws at the same time that we’re traveling [in the car]".
Ecco, questo vale anche per le stablecoins...
Ma, ligio alla politica di
evitare sproloqui troppo estesi su questo blog, mi fermo qui. E buona Domenica ai miei consueti manzoniani lettori.
Nessun commento:
Posta un commento