domenica 11 aprile 2021

Appunti Vintage - Ma non si impara mai?

Altra piccola capsula del tempo proveniente dal mio personale slack space che si riapre... Dovremmo essere a fine giugno del 2009, quasi dodici anni fa.

La crisi giapponese di fine secolo scorso venne caratterizzata anch'essa dallo scoppio di una bolla immobiliare (il settore mostra ancora oggi prezzi lontani anni luce da quelli di venti anni fa) e da conseguenti difficoltà delle banche.
Sin dall'inizio, anche in quella circostanza si manifestò la riluttanza di ogni banca a chiedere aiuti di Stato, in parte dovuta al timore di perdere le leve del potere interno (chi "mette i soldi", in genere, prima o poi vuole quanto meno che la gestione sia rendicontata per bene), in parte per timore degli effetti reputazionali sul mercato.
Come andò a finire? Semplicemente, il governo mise i maggiori player sul mercato, agevolando (o costringendo) tutti ad accettare la medesima intensità di aiuto nello stesso tempo.
Ed oggi? Eccoci qui a rimuginare sugli stessi problemi ("Non lasciate sola la Bce", su "Il Sole 24 Ore" del 26.6.09): "la razionalità di ogni banchiere ... si traduce in un fallimento collettivo ... Le autorità francesi lo hanno già [?] capito, hanno raccolto i banchieri attorno ad un tavolo ed hanno indotto gli istituti di credito a ricapitalizzarsi".
Insomma, la Storia si ripete, almeno qualche volta. Ma se si studiasse un po' di più il passato, forse certi tempi potrebbero abbreviarsi.

Ecco il messaggio nella bottiglia. In parte "antico", in parte fin troppo attuale...

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