Il tema della "complicità" dei servizi danesi ("spying scandal", nella terminologia colorita utilizzata da DW) con la NSA in relazione ad attività di spionaggio su leader europei e sulla stessa cancelliera Merkel porta a qualche riflessione. Riflessione da effettuare rigorosamente con freddezza.
Verrebbe da dire che la politica, oggi come oggi, si basa su (si riduce a?) etica ed economia. Qui però le cose non sono così semplici.
Al di là delle reazioni del governo danese che hanno portato alle dimissioni dei vertici del FE (Forsvarets Efterretningstjeneste), alcune dinamiche devono far riflettere sulle modalità di indirizzo strategico e di controllo delle attività.
E' "simpatico" notare come nell"Intelligence Risk Assesment 2020 - An assessment of developments abroad impacting on Danish security" lo stesso Danish Defence Intelligence Service rimarchi che "The balance between the great powers – the United States, China and Russia – is shifting, challenging Western alliances and ideals". Una sfida senz'altro complessa da affrontare, e che forse diventa anche più complessa se le risorse degli "occhi" (cinque, nove o quattordici che siano...) non vengono coordinate opportunamente. Il che, per inciso, richiederebbe un coordinamento delle politiche estere dei relativi governi, non sempre ottenibile, non sempre totale.
Giovanni Castellaneta ricorda, in questi giorni, che "alla base dei rapporti internazionali degli Usa ci sono tre elementi principali: vision (il disegno strategico), execution (ovvero la capacità di dare seguito alle decisioni e di tradurre le componenti strategiche nel day by day delle azioni e delle iniziative quotidiane), e accountability (ovvero la necessità di rendere conto in maniera responsabile delle azioni messe in atto)."
Questo schema, a pensarci bene, è riproponibile in termini generali. E lo sarebbe anche per le comunità di intelligence, con una declinazione del terzo degli elementi citati che va ovviamente tarata in accordo con le relative specificità. Alla fine, dentro questi tre elementi, e nel rapporto fra essi, c'è tutto. Senza dimenticare che poi, a parità di impalcatura istituzionale, saranno sempre le persone a fare la differenza.
Tutto sta nelle procedure e nel "sistema dei contrappesi". Entrambi elementi da manutenere costantemente, perché il tempo e gli avvenimenti che si susseguono, specie in tempi recenti, agiscono spesso come potenti fattori di precoce obsolescenza. Risposte univoche e valide una volta per sempre non ve ne sono.
Infine, due annotazioni a margine dal lancio di DW.
La prima, per ricordare le dichiarazioni di Patrick Sensburg, "who led the German parliamentary committee to investigate the NSA spying scandal": "...it is important to understand what drives secret services. It's not about friendships. It's not about moral-ethical aspirations. It's about pursuing interests". Ma, ovviamente, si aggiungerebbe che la chiave sta soprattutto nel come vengono definiti gli interessi, e di come questi si vadano ad inquadrare nello schema di cui si diceva sopra.
La seconda, per riportare la chiusura del lancio: "The NSA, FE and Danish defense ministry did not respond to requests for comment on the research, however, a general statement from the defense ministry said that "a systematic bugging of close allies is unacceptable.". Da notare l'uso dell'aggettivo "sistematico....
E con questi pensieri domenicali e tardo-serali in libertà, auguro la buonanotte a tutti.
Nessun commento:
Posta un commento