"When a nation's money is no longer a source of security, and when inflation has become the concern of an entire people, it is natural to turn for information and guidance to the history of other societies who have already undergone this most tragic and upsetting of human experiences". Che, tradotto, più o meno suona così: "Quando la moneta di una nazione non costituisce più una fonte di sicurezza, e quando l'inflazione è divenuta la preoccupazione di una intera popolazione, diventa naturale rivolgersi per ottenere una guida ed informazioni ad altre società che hanno già sperimentato questa che è la più tragica e sconvolgente delle esperienze umane".
E' l'incipit di un libro non molto recente (Adam Fergusson, "When Money Dies", 1975); e del resto nemmeno io sono troppo recente (!).
Ma come mi viene in mente di rivolgere i miei pensieri all'inflazione? Proprio ora che non se ne vede traccia nemmeno cercandola col lanternino.
Be', innanzitutto di inflazione ce n'è, dipende da come la si definisce. Inflazione "patrimoniale", del valore di alcuni asset, che già si è manifestata durante la scorsa crisi. E che ha conseguenze, diverse da quelle dell'aumento dei prezzi al consumo, ma altrettanto importanti (e gravose, specie per le classi non elevate).
Ma questa è un'altra storia. Qualcosina ne ho accennato qui (https://crescenzorajola.blogspot.com/2020/11/economia-coma-indotto-misure-di.html), ma magari ci si tornerà un po' su in seguito.
Tutto questo per dire che, nel solito marasma di comunicazioni, proclami e quant'altro, pare che si registri una particolare "leggerezza" ed "ignoranza" (absit iniuria verbis!) proprio in materia monetaria. E dovremmo invece ricordare - tutti - quale sia il valore della moneta come elemento fondante delle società moderne. Un valore che è grande anche per chi ne ha poca.
E quando la moneta muore, se ci volgiamo all'indietro e rimiriamo i passi dell'Uomo in epoca storica, non di rado muore la società.
"When money dies" tratta soprattutto della iperinflazione tedesca tra le due guerre mondiali. Il sottotitolo è "The Nightmare of the Weimar Collapse" (L'incubo del collasso della [Rebubblica di] Weimar). Ci volle del bello e del buono per venirne fuori. E tutto l'impegno del geniale e controverso Schacht (autore di un altro testo da leggere... "The magic of money"), che venne poi giudicato a Norimberga e assolto (per la cronaca, ai tempi Scacht venne poi sostituito da Walter Funk, ministro considerato più "malleabile"; dopo la guerra, invece, lo stesso Scacht si dette alla consulenza in favore di paesi in via di sviluppo).
Ci sono tante analisi di quel convulso periodo, ad iniziare da "Le vicende del marco tedesco" di Costantino Bresciani-Turroni. Alla fine, il crollo del valore della moneta, ed il contestuale disfacimento dei valori economici e quindi sociali, furono decisamente tra le concause dirette dello sfacelo di una nazione e del collassare della funzione di probabilità della Storia in quello che chiamiamo il nostro passato.