L'economia attualmente è come un paziente traumatizzato, che cerca di recuperare e che, per farlo, ha necessità di un periodo di riposo forzato. E questo, purtroppo, è cosa nota e di immediata comprensione.
Ma al momento l'economia non è solo traumatizzata. E' anche sotto sedativi, di quelli pesanti, che inducono il coma. Nel senso che le normali catene di azione/reazione si vanno attenuando, o del tutto spegnendo. E anche il "buon senso comune" è messo a dura prova dai tassi negativi che oramai caratterizzano (per fortuna, sebbene sia una fortuna molto limitata e non senza conseguenze) il nostro debito pubblico. Proprio di recente è stata collocata una ulteriore tranche di un BTP triennale "lungo", con cedola fissata allo 0,00%, il cui prezzo è stato superiore alla pari: in soldoni, chi sottoscrive non riceverà nulla per tre anni, e si vedrà rimborsare al termine meno di quanto ha pagato per sottoscrivere il titolo.
E' l'effetto di diversi "farmaci", di diversi fattori, tra cui i programmi di acquisto titoli della BCE/Eurosistema. Programmi che non si limitano ai titoli pubblici, ma che "debordano" verso i titoli emessi da società non finanziarie (Corporate Sector Purchase Programme, CSPP).
Un recentissimo paper della Banca d'Italia si concentra sugli effetti dell'idoneità all'acquisto da parte della banca centrale sugli spread delle obbligazioni societarie (https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/temi-discussione/2020/2020-1300/en_Tema_1300.pdf).
Riducendo all'osso la questione che ci si pone, ci sono effetti diversi tra titoli "acquistabili" (principalmente per il relativo profilo di rischio e rendimento) e titoli "non acquistabili" da parte della BCE?
Ebbene, contrariamente a quanto forse ci si sarebbe potuto attendere, nel complesso del periodo considerato dallo studio, il CSPP non avrebbe determinato un effetto statisticamente significativo sui differenziali di rendimento dei titoli idonei all'acquisto rispetto a quelli non idonei.
Cioè, per essere più chiari, gli effetti del programma non si sono fermati ai soli titoli effettivamente acquistati o potenzialmente acquistabili da parte della BCE, ma si sono altresì trasmessi ai loro sostituti prossimi, anche se questi non possono essere acquistati dalla stessa banca centrale.
A conferma che siamo in un periodo molto singolare, con una economia, appunto, non solo traumatizzata, ma anche drogata ed anestetizzata. E con effetti che vanno ad interessare anche la vita minuta di tutti i giorni. Prendiamo, ad esempio, la misurazione del tasso di inflazione, e le conseguenze che una misura non corretta ha soprattutto (ma non solo) sui salari. Persino la stessa pandemia ha effetti diretti in tale campo.
Per dirne una, l'indice dei prezzi al consumo proprio non è in grado di seguire i rilevantissimi mutamenti nella composizione degli acquisti derivanti direttamente dalla pandemia e/o dalla imposizione di misure restrittive di vario genere o di lockdown completi. Esempio molto semplice, il problema della evidente sovrastima delle diminuzioni nel prezzo dei trasporti, e della contestuale sottostima degli aumenti nei prezzi di beni essenziali, "food" in primis. In sostanza, l'indice dei prezzi al consumo potrebbe essere stato influenzato oltremisura dal declino nei prezzi di beni "non essenziali" che nei periodi di tempo considerati (da febbraio a maggio 2020) non vengono più acquistati (trasporti, abbigliamento, etc.).
Mie elucubrazioni in una serata di mezzo autunno?
Forse sì. Ma presenti anche altrove, come ad esempio in questo blog "ufficioso" facente capo al Fondo Monetario Internazionale (le opinioni ivi espresse non impegnano l'organizzazione; https://blogs.imf.org/2020/11/10/data-disruption-the-impact-of-covid-19-on-inflation-measurement )
Se a qualcuno interessasse approfondire ancor di più, può essere di ausilio la lettura dello "staff paper" alla base del post appena citato: "COVID-19 and the CPI: Is Inflation Underestimated?" (https://www.imf.org/-/media/Files/Publications/WP/2020/English/wpiea2020224-print-pdf.ashx). Si parla di una vera e propria "data disruption" che crea differenze al momento forse non abissali, ma comunque significative, e che sarebbero da tenere d'occhio.
Ma per stasera immagino di essermi dilungato già abbastanza, e di aver già conciliato a sufficienza il sonno degli amici!
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