Sì, lo so... non vivo fuori dal mondo. Stasera la delegazione di Italia Viva è stata ritirata, ed il governo "Conte-bis" si avvia verso una evoluzione al momento ancora incerta. Tutti stanno parlando di questo, e su Twitter, in questo momento, l'hashtag #crisidigoverno è in cima di gran lunga alle classifiche.
Ma io parlerò di altro... come di consueto il mio sguardo è un po' sbilanciato verso il futuro, e comunque il parlare di "politica" in termini secchi e non associati ad una visione economica o geopolitica non rientra fra gli intendimenti di questo blog-diario.
Dunque... riprendo molto brevemente il discorso che si era iniziato a fine novembre 2020 qui, ed a cui rimando come introduzione. E lo riprendo solo per segnalare un lavoro (per quanto possibile!) "compatto" di Giovanni Tria ed Angelo Federico Arcelli, il cui titolo è autoesplicativo: "Towards a Renewed Bretton Woods Agreement", Transatlantic Leadership Network, Washington, DC, distribuito dalla Brookings Institution Press.
Il testo è consultabile integralmente qui, e conduce attraverso la prima e la "seconda" Bretton Woods, fino a delineare il dibattito attuale sul dollaro e sul multilateralismo.
Inutile dire che si tratta di materia assai complessa, di natura non esclusivamente tecnica, dove ai facilmente immaginabili problemi inerenti la costruzione di una nuova architettura finanziaria internazionale si sovrappongono "perturbazioni" e considerazioni di natura squisitamente (geo)politica.
I tempi sono maturi per un iniziare a far avanzare il dibattito. Il mondo che uscirà da questa crisi deve essere pronto non solo ad affrontarne le conseguenze, ma anche a porsi obiettivi di ordinato sviluppo.
Parlando in termini molto ampi, una "Nuova Bretton Woods" sarebbe l'ideale, ma certo non è semplice da realizzare. Eppure, in un modo o nell'altro bisognerà pervenire ad un nuovo assetto stabile, e questo nell'interesse di tutti.
Non ci si può illudere, ovviamente: la strada è in salita, e la salita è ripida. Cionondimeno, occorre iniziare a percorrerla.
Riporto, per lasciarle annotate su queste pagine, le battute finali del testo, che invito nuovamente a recuperare ed a leggere (come di consueto, le evidenziazioni sono mie):
"We now need to think of a new scheme for the years to come, which entails a new Bretton Woods initiative, jointly promoted by all the main economies, including the new emerging ones. As for the case of the conference in 1944, a new global agreement should aim at redefining the mechanisms ensuring financial stability and appropriate balancing of trade and financial flows.
Such an idea, which theoretically seems fascinating, in practice will require a “Congress of Vienna” approach amongst the main economic areas in the World, as a potential deal may redefine the balance of (economic) power, and not only that. A lot may depend by the United States’ openness to consider for some limitations to the “exorbitant privilege position” of the US dollar on global markets. This may seem counterintuitive, but a renewed deal keeping the US dollar as the center of the international financial market will consolidate the leadership of the United States for long. On the other side, the trade-off for the rest of the World could be represented by a stronger role of the international fora and a more multilateral and regulated approach in finance and trade.
The choice for this path, which is clearly all to be built and discussed, cannot be formalized as a specific model today, as it will come by possible negotiations on several tables. But this could be an option that the new US administration may elect to pursue in order to give an historical steer to the World economy in the years to come."
E per stasera direi che è tutto!
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